In merito alle polemiche sulla gestione della vegetazione nei tratti urbani di alcuni corsi d’acqua fiorentini, Legambiente Toscana intende fare alcune precisazioni. La vegetazione riparia, in quanto
parte integrante dell’habitat fluviale, svolge funzioni fondamentali per quell’ecosistema: fornisce riparo per molte specie e dunque incrementa la biodiversità, regola e mitiga le temperature, aumenta
la capacità auto-depurativa del corso d’acqua fungendo da filtro per sedimenti e nutrienti, entra a far parte della catena alimentare del microhabitat locale e, modellandolo, migliora il paesaggio. Infine,
consolidando le sponde, contribuisce a ridurre i fenomeni di erosione e dissesto idrogeologico. La vegetazione, infatti, che nei tratti urbanizzati è mantenuta prevalentemente a livello arbustivo, si
piega con l’incremento della corrente e quindi non aumenta affatto la pericolosità idraulica.

Sulla questione dei rifiuti, in particolare le plastiche, che giungono nei corsi d’acqua, va detto che la
presenza di vegetazione li blocca impedendo loro di arrivare velocemente al mare. Per questo Legambiente, coi suoi volontari e con l’aiuto di tanti cittadini, organizza spesso le cosiddette
operazioni di “river litter” per il recupero di questi rifiuti.

In buona sostanza, quindi, lasciare una fascia di vegetazione più o meno ampia dal piede di sponda e non tagliandola a raso è importante per la funzionalità fluviale e per i servizi ecosistemici che il fiume fornisce. Quando i Consorzi di Bonifica, deputati alla manutenzione dei corsi d’acqua operano in tal senso, pongono la giusta attenzione alla funzionalità degli ecosistemi fluviali, attenendosi del resto alle normative europee e nazionali vigenti in materia.

Ufficio Stampa di Legambiente Toscana
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